ITINERARI 2003

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1° GRUPPO – 4-17 agosto (14 giorni)

Con il primo gruppo ci si trova alle h10.00 di lunedì 4 agosto a Monfalcone, vicino Trieste, per imbarcare i bagagli e iniziare a conoscerci. Poi l’equipaggio (cioè voi 4) prepara una bella lista della spesa, crea una cassa comune, e va al supermarket per rifornire la cambusa delle cose basilari per la vacanza (cibo e bibite).

La cassa comune vi servirà per tutto il periodo, e potrete rimpinguarla man mano che serve (le spese da coprire con la cassa comune sono carburante, vitto e pernotti nei marina).

Dopo pranzo sistemiamo la roba a bordo, sia i bagagli che la spesa. Chi ha intenzione di portare una “Samsonite” con l’intero guardaroba, avrà così modo di lasciare a terra o in macchina tutto il superfluo (è già successo, ma so già che succederà ancora).

(NB: la macchina potrete lasciarla nel parcheggio del paese, gratuito e non custodito). 

Ci aspettano 14 giorni di veleggiate tranquille, senza fretta, adatte anche a chi non è mai stato in barca proprio perché non impegnative ma anzi rilassanti. Un mix di tragitti brevi, escursioni a terra, bei posti da visitare, cittadine preziose come perle, baie incontaminate in cui dormire all’ancora, porti o marina sicuri in cui dormire serenamente.

Il percorso indicativo previsto (perché alla fine è sempre il meteo che ha l’ultima parola) potrebbe in linea di massima essere questo:  

1° giorno h10.00 di lunedì 4 agosto arrivo a Monfalcone: andrete a fare la spesa per la cambusa, poi si procederà alla sistemazione dei bagagli e dei viveri in barca. Poi porterò i documenti in Capitaneria di Porto per ottenere il permesso di uscita dal paese per la mattina successiva. Sistemato tutto, il pomeriggio faremo una prima uscita e una veleggiata per prendere confidenza con la barca: impariamo le manovre, impariamo come muoverci a bordo, come usare tutte le cose, comprese le dotazioni di sicurezza… e faremo anche un bel bagnetto presso la costiera sotto il castello di Duino. Rientrati in porto, una bella doccia, una cenetta, e poi a nanna che al mattino si parte.

2° giorno, tempo permettendo, traversata Monfalcone – Cittanova (Novigrad): faremo i documenti di entrata in Croazia, poi ci sistemeremo in uno dei pochi posti disponibili sul bello e lungo molo esterno nel quale pernotteremo, e dal quale potremo fare il bagno e i tuffi. Doccia fredda libera in spiaggia, visita nel caratteristico e vivace paesino, nel quale si può consumare la nostra prima cena all’estero.

3° giorno Cittanova – Rovigno: faremo una sosta lungo il tragitto per fare il bagno e rilassarsi, e poi due possibilità: o pernotto nel marina (con docce calde), con visita dello stupendo paese e dell’altissimo campanile che domina la baia, condito da una cena nella ex-vineria ora ristorante tipico “Veli Joze”, con pesce, vino bianco e canti (ormai, come mi vedono mi danno le chiavi del pianoforte); oppure pernotto al molo della vicina Isola Rossa, con la villa antica ex-residenza di un ricco nobile, ora sede di un bellissimo albergo, con bagni serali e relax sulle splendide scogliere, e magica serata con chitarra sul molo o nella taverna della villa, dove tra una birra e un canto tutti si sentono amici di tutti.

4° giorno Rovigno – Brioni: rotta verso le stupende isole ex-residenza del generale Tito, prima off-limits ora parco naturale da poco aperto ai turisti, dove si possono noleggiare delle bici per fare un safari tra gli animali esotici liberi, visitare i resti di un’antica villa romana, persino andare alla ricerca delle orme dei dinosauri lungo il mare, o fare il bagno nelle sue splendide baie, e alla sera godersi lo spettacolo della placida baia illuminata dai due storici alberghi con i tavoli all’aperto.

5° giorno Brioni – Medolino (Pola): dopo una mattinata spesa a vedere le ultime meraviglie di Brioni, partenza per Medolino, splendida baia protetta sulla punta dell’Istria, alle spalle di Pola, dove faremo dei bei bagni e pernotteremo all’ancora (tempo permettendo) davanti al campeggio (così gli scrocchiamo la doccia), o altrimenti al marina omonimo. Se il tempo non ci permette di doppiare il Capo Promontore, ci fermeremo a Veruda, subito prima del capo, dove si può passare una notte tranquilla in marina e riposarsi per l’attraversata del giorno dopo.

6° giorno, tempo permettendo, traversata Medolino – Susak (Sansego): il temuto golfo del Quarnaro deciderà per noi se possiamo solcarlo o no, e noi ci limiteremo ad acconsentire alle sue volontà. In caso di risposta positiva, partiremo in direzione sud-est e arriveremo nell’incantata isola di Susak, letteralmente un angolo di paradiso dove il tempo si è fermato: un’isola di sabbia fina come il talco, con una delle pochissime spiagge croate, tra l’altro di sabbia terapeutica (sotto i primi 30cm bianchi, è tutta nera poiché a base di zolfo). Sperando che sia libero uno dei 10-12 posti (bisogna arrivare presto), pernotteremo al molo del piccolo porticciolo, e faremo il bagno fino a notte fonda nella baia con l’acqua calda e bassa dove giocano i bambini del paese, che d’estate rientrano dalle varie città per visitare i pochi nonni, unici abitanti rimasti che ancora vivono di pesca, e le poche nonne, quasi tutte vedove di marinai. Doccia in coperta o sul molo con la tanica, perché lì non c’è né acqua, né strade, né macchine.

7° giorno ancora Susak: non vorrete più andarvene da un posto così, tanto tipico e atipico da essere oggetto di studio anche genetico, per la razza particolare di gente albina che ci vive, per cui il minimo è restarci almeno un altro giorno. Potrete fare il bagno nella splendida spiaggia, dove vi farete anche “i fanghi” semplicemente scavando un buco e infilandovi dentro; oppure potrete fare un’esplorazione nell’altipiano tavolato dell’isola; o scolpire con un legnetto le alte pareti dell’isola che sovrastano la spiaggia, che sembrano di roccia ma che in realtà sono di sabbia pressata, dando sfogo alla vostra vena artistica o aggiungendo il nome della vostra amata a quelli presenti; o ancora visitare l’icona sacra che è venuta dal mare, di provenienza ignota, dipinta con la tecnica della prospettiva due secoli prima che venisse scoperta. Doccia con tanica, se è rimasta acqua, cena e chitarra sul molo, facendo amicizia con i ragazzi emigrati che, abituati alla vita cittadina, si accontentano di fare tardi con un semplice stereo a batterie.

8° giorno Susak – Lussino (Malj Losinj): dopo due giorni selvaggi, tra natura e relax totale, fatto ancora un ennesimo bagnetto mattutino per corroborare il corpo e lo spirito, rotta verso la civiltà per fare un po’ di rifornimenti e di vita serale a Lussino, la doppia città (Lussin Grande e Lussin Piccolo), con pernotto in marina in pieno centro, ristorantini tipici sul lungo mare, pub e locali. Riempiremo la tanica per farci la doccia in coperta (il marina in centro non ha docce né servizi, altrimenti se non c’è posto andiamo nel secondo, un po’ più fuori ma con tutti i comfort), e la tanica per fare il pieno di gasolio. Poi visiteremo la parte antica (Lussin Grande), dove si respira ancora la storia del mare.

9° giorno Lussino – Krivica: dopo una parentesi di vita mondana, visto che il contatto stretto con la natura ci era piaciuto tanto, ci regaliamo ancora un giorno lontano da tutto e da tutti e andiamo a sud, nella vicina baia di Krivica, protetta da quasi tutti i venti, nella quale potremo dormire all’ancora con la poppa legata a terra e godere della splendida vegetazione, con i ruderi di tre fastose ville di villeggiatura di qualche secolo fa, ora semi-distrutte. Faremo il bagno fino a sera nella sua acqua verdissima, visitando anche (i più arditi) la grotta sommersa che si trova proprio sotto i resti del fortino posto all’entrata, e poi doccetta con tanica in coperta (ormai sarete degli esperti), e serata con chitarra su qualche barca, insieme agli eterogenei equipaggi delle altre barche (non so perché, ma li si sentono tutti amici) ospiti della baia egregiamente sopravvissuta all’incendio di 10 anni fa, con scambio di bibite del proprio paese, più o meno tipiche, più o meno alcoliche (vini italiani, birre tedesche, ecc.).

10° giorno Krivica – Unije: un altro breve tragitto per arrivare (presto) al piccolo porticciolo di Unije, l’ultimo paesino abitato (poco) che offre un riparo abbastanza sicuro prima di riaffrontare l’attraversata del Quarnaro. Potremo fare il bagno e i tuffi dal molo nella splendida acqua della baia, oppure anche dalla spiaggetta di ghiaia che abbraccia il litorale, o attraversare a piedi la stretta isola per raggiungere la vicina baia di Maracol, anch’essa con un’acqua cristallina, proprio per le forti correnti che scuoto il golfo giustamente temuto.

11° giorno tempo permettendo, traversata Unije – Veruda: un balzo necessario per riattraversare il golfo dove la bora la fa da padrona, e quando soffia non perdona. Ma se la giornata è bella, ci faremo una lunga veleggiata fino a Veruda, sfiorando lo scoglio che si erge col suo faro in mezzo al nulla, come nella vignetta delle più classiche barzellette. A Veruda potremo pernottare nel marina, per farci una bella doccia calda, oppure se abbiamo ancora voglia di pace assoluta dormiremo all’ancora (a seconda se il tempo ce lo consente) nella baia attigua, una specie di lungo fiordo dove in molti si ridossano.

12° giorno  Veruda – Parenzo: anche se stiamo rientrando verso casa, non ce ne accorgeremo nemmeno perché visiteremo sempre posti nuovi, tra i quali la splendida Parenzo. Fatto un bagnetto lungo il tragitto, pernotteremo nel marina della città di antica origine romana (con una stupenda basilica paleo-cristiana), poi base per i commerci con l’oriente della repubblica marinara di Venezia, della quale porta ancora il segno nelle vie lastricate, nei palazzi con le tipiche bifore e nell’effige del leone di S.Marco che troneggia sulla torre che ne proteggeva l’accesso.

12° giorno Parenzo – Umago: una bella veleggiata sottocosta con bagno cammin facendo, ci porterà nella città più a Nord della costa occidentale dell’Istria, caratterizzata dalle strette viuzze del centro storico dove le vecchie autoctone vendono ancora i merletti e le tipiche ciabatte in pelle, rigorosamente lavorati a mano da loro stesse: un’occasione per prendere dei souvenir di qualità per gli invidiosi amici rimasti a casa.

14° giorno, tempo permettendo, traversata Umago – Monfalcone: confidando nella clemenza del meteo, faremo l’ultimo tragitto solcando nuovamente per tutta la sua larghezza lo splendido golfo di Trieste, anch’esso (come il Quarnaro) temuto da ogni buon marinaio nei giorni in cui soffia la bora, ma anche il maestrale: una bella sciroccata non troppo violenta ci farebbe invece fare l’attraversata in un batter d’occhio, tutta con il grande spinnaker colorato che ci sospinge dolcemente. Prima di rientrare in porto, se vorrete potremo fermarci sotto la scogliera nei pressi del castello di Duino per un ultimo bagno rinfrescante. In porto avrete poi modo di farvi una doccia, di farvi i bagagli e ripulire giustamente la barca prima di salutarci, in modo da lasciarla in ordine. E poi, che dire… buon vento e alla prossima veleggiata!

 

1° GRUPPO – 4-17 agosto (14 giorni)

2° GRUPPO – 18-31 agosto (14 giorni)

3° GRUPPO – 1-10 settembre (10 giorni)

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Francesco Donati
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